Maria Musumeci Giarrizzo

Biografia

È nata a Riposto il 31 ottobre 1928.

Conseguita la maturità classica nel 1945, si iscrisse in Lettere classiche all’Università di Catania. Fu allieva di Santo Mazzarino, del quale seguì i corsi di Storia greca, Storia romana e  Storia orientale antica.   Si laureò, relatore Mazzarino, nel luglio 1949, appena ventenne, con una tesi su Gibbon (edita postuma, Maimone editore, 2004). 

Conseguita la laurea, scelse l’insegnamento nella scuola pubblica per vocazione originaria, chiudendo con la giovanile vocazione letteraria e rifiutando, negli stessi anni ’50, di dare un seguito al brillante avvio scientifico, la tesi su Gibbon appunto, che ne aveva concluso l’iter universitario.

Cominciò l’insegnamento nella scuola media di Rieti, nei primi due anni nella sezione di Amatrice (1949-51), poi nella sezione di Antrodoco (1952-53) e quindi a Rieti centro (1953-54).

Negli anni successivi (1954-57) sospese l’insegnamento per seguire a Londra e a Oxford il marito, Giuseppe Giarrizzo, che aveva ottenuto la fellowship triennale della Fondazione Rockefeller.

Chiuso il triennio inglese, rientrò a Catania e riprese subito l’insegnamento nella scuola media P. Vasta di Acireale. Nell’ottobre ’61 ottenne la cattedra alla scuola media Dante Alighieri di Catania. Infine, avendo già ottenuto l’abilitazione all’insegnamento, ottenne nel ’63 la nomina di ruolo all’insegnamento di Lettere e venne assegnata alla scuola media A. Manzoni.

Nel periodo di tempo fra le due guerre la Manzoni era stata una delle scuole ‘nobili’ di Catania. Ma in conseguenza di trasformazioni urbanistiche dei quartieri della città, la buona borghesia si era trasferita altrove e, proprio nel momento della svolta del 1963 con la scuola media unica (scuola dell’obbligo), la Manzoni divenne sempre più una ‘scuola di frontiera’.

Ben presto Maria Musumeci si rese conto di operare in una realtà ‘basso-popolare’: tale situazione venne vissuta da lei positivamente come opportunità per realizzare il suo modo di intendere la formazione e la socialità dei ragazzi. Rimase alla Manzoni per un lungo arco di tempo dal 1963 al 1988; andò in pensione all’età di 60 anni per dimissioni spontanee.

La scuola pubblica e l’insegnamento nella scuola pubblica furono per lei, cresciuta a Riposto negli anni del dopoguerra, il terreno elettivo dell’autonomia femminile, e insieme della promozione sociale.

Solo dopo aver lasciato l’insegnamento, Maria Musumeci volle tornare – con esiti che i suoi scritti finalmente editi consentono di apprezzare – alla giovanile, innata vocazione di scrittrice raffinata ed esperta (Dalla parte di lei, Maimone editore, 2004). I suoi scritti, racconti e poesie, furono noti ai familiari solo dopo la sua morte (25.3.2004).

Va segnalata inoltre la sua traduzione integrale del grande adagio di Erasmo contro la guerra, Dulce bellum inexpertis: Maria Musumeci Giarrizzo, Erasmo ‘Antipolemo’, Maimone editore, 2006. Dalle sue note risulta che la traduzione fu da lei fatta ad Oxford durante la vacanza estiva del 1971 e che poi lei si servì di quel testo per la lezione di Educazione civica dedicata all’art. 11 della Costituzione, che detta il ripudio della guerra “come strumento di offesa alla libertà di altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

Ebbe nel tempo un singolare rapporto con le lingue. Leggeva correntemente il francese appreso a scuola, le piaceva sentirlo, ma non amava parlarlo, mentre le piaceva parlare l’inglese, la lingua da lei appresa durante gli anni 1954-57 e poi usata nei suoi tanti viaggi in Olanda, in Danimarca, in Austria e in Germania.

Negli anni di Heidelberg (anni ’80) esplose poi la passione per Goethe e cominciò a studiare il tedesco. Tra le sue carte è rimasta la traduzione dal tedesco di una scena dell’Alkestis di Hugo v. Hofmannstahl: Maria Musumeci Giarrizzo, Esser madre e moglie, Maimone editore, 2008. Questa traduzione risale ai secondi anni ’90, quando decise di tornare a studiare il tedesco. Nel ’92 aveva visto l’Alcesti a Siracusa e confidava di rinfrescare il suo greco. Dai riferimenti del suo testo risulta che aveva consultato l’Alcesti di C. W. Gluck nella versione italiana e francese, oltre al testo originale di Euripide.

I suoi lungi e ripetuti soggiorni all’estero le permisero di realizzare il suo sogno giovanile di acquisire lo status di cittadina europea. Nel suo andare in giro per l’Europa sono da registrare le seguenti tappe fondamentali: Londra e Oxford fino agli anni ’70, poi Vienna negli anni ’80, quindi Parigi insieme ad Heidelberg per più di un decennio fino alla sua ultima estate 2003.

La sua vasta cultura trovò alimento continuo nella lettura, nel dialogo con gli altri senza discriminazioni, e nel contatto diretto con intellettuali di tutta Italia ed Europa che insieme al marito coltivarono in larga misura. I suoi interessi culturali andarono dalla letteratura, alla musica, alla pittura, ad ogni forma di spettacolo. I valori, di cui si fece portatrice, furono la sua laica religione professata nella famiglia, nella scuola, nell’amicizia, gli affetti e l’amore a riscatto del dolore, l’avversione alla guerra e all’odio, la cultura come accesso ad una umanità pacificata.

È morta a Catania il 25 marzo 2004.

  

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Bibliografia

  1. Maria Musumeci Giarrizzo, Dalla parte di lei, Giuseppe Maimone Editore, 2004
  2. Maria Musumeci Giarrizzo, Edward Gibbon e gli inizi della moderna storiografia sull’impero romano, Giuseppe Maimone Editore, 2004
  3. Giuseppe e Maria Giarrizzo, Per una storia d’Italia come storia delle sue scuole. Una scuola di frontiera, la ‘Manzoni’ di Catania (1963-68), Giuseppe Maimone Editore, 2005
  4. Maria Musumeci Giarrizzo, Da Maria per Maria. Lettere d’amicizia, Giuseppe Maimone Editore, 2006
  5. Maria Musumeci Giarrizzo, Erasmo ‘Antipolemo’, Giuseppe Maimone Editore, 2006
  6. Maria Musumeci Giarrizzo, Saper leggere, saper vedere. La memoria, lo sguardo, gli affetti, Giuseppe Maimone Editore, 2007
  7. Maria Musumeci Giarrizzo, Esser madre e moglie. Affetti e ricordi, Giuseppe Maimone Editore, 2008  
  8. Maria Musumeci Giarrizzo, …Tutta in loro mi trasferisco, Giuseppe Maimone Editore, 2009